Lottare per la fede: padre Enrico Zoffoli – Aurelio Porfiri

Ho visto poche persone che sapevano coniugare la mitezza nei modi con la forza nelle azioni come padre Enrico Zoffoli, passionista. L’ho conosciuto circa 23 anni fa e sono stato suo discepolo per dei corsi di filosofia che teneva presso una sala del convento della Scala Santa in Roma. Oramai sono più di 20 anni che ci ha lasciati, ma quando si parla di lui ancora si fa riferimento alla questione dei neocatecumenali, di cui fu non nemico, ma inflessibile osservatore. In effetti tutta la sua opera filosofica e teologica è passata in secondo piano per dare spazio solo a quella polemica che ebbe con questo movimento ecclesiale, una polemica che pagò duramente sia nella sua congregazione che nei rapporti con la gerarchia ecclesiastica.

Padre Zoffoli a 80 anni aveva ancora lo sguardo di un bambino, ma aveva interiormente la forza di un leone e non si piegava se pensava che qualche parte della fede cattolica era stata minacciata, una fede che difendeva con le unghie con i denti e, soprattutto, con la forza della sua profondissima preparazione filosofica, spirituale e teologica. Padre Zoffoli si era convertito quando aveva 16 anni, facendo visita ad un suo zio passionista e da quel momento volle essere in tutto e per tutto un degno figlio spirituale di San Paolo della Croce, suo fondatore. La sua biografia del fondatore è un’opera di immensa erudizione, ancora oggi ritenuta come un punto di riferimento per gli studi agiografici sul grande santo. Fu scritta più di 50 anni fa, divisa in 3 volumi. Come poi non pensare agli studi sulla comunione sulla mano, sulla confessione, su Galileo, sulla Chiesa. Tra i suoi lavori teologici c’è un volumetto, che ho ripubblicato con il nome di Abbà e che ho fornito di una ampia introduzione. In essa ho voluto mettere in risalto come padre Zoffoli, per tutta la sua vita, ha sempre teso a congiungersi con la verità essenziale, senza paura per le persecuzioni e le incomprensioni, sapendo che queste sono spesso il presso da pagare per quella.

Lo ricordo ancora nel tempo della malattia, quando oramai era stato fisicamente domato dal male. Ma ancora era sempre teso a quella verità a cui aveva dedicato tempo, energie e lavoro. Oramai la gran parte dei suoi volumi (forse tranne quello che ho ripubblicato io e uno sulla pena di morte firmato con il nome di Catholicus) sono fuori catalogo. Io penso che oggi si sarebbe rattristato nel vedere la profonda divisione che attanaglia la sua Chiesa, ma anche rallegrato nell’osservare tanti e tanti giovani che non la bevono, che cercano un ritorno a quello che è buono e giusto. Che bello sarebbe stato se questi giovani avessero potuto conoscere padre Zoffoli di persona, osservare come non è necessario essere violenti per affermare le cose vere e importanti. Ma ne sono sicuro, verrà il suo tempo, il tempo in cui tutti potranno contemplare la sua opera monumentale.

 

I LIBRI RECENTI DI AURELIO PORFIRI SU AMAZON

(disponibili in cartaceo e in ebook – clicca sulla copertina per acquistare)

ET – ET: Ipotesi su Vittorio Messori

La Messa In-canto: piccola guida alla musica per le celebrazioni liturgiche

Les Deux Chemins: Dialogue sur la Musique (avec Jacques Viret)

Oceano di fuoco: commentari su Divo Barsotti

Ci chiedevano parole di canto: la crisi della musica liturgica

Author: Aurelio Porfiri

Share This Post On

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *